A Marina, 8 marzo 1984
Dormendo
pareva così sola
& triste
lei
nel profondo
Morte vive a sud, quando riposa. Gli spiriti del Vento Caldo la fuggono. Per questo il vento del sud è veloce & morbido, come il tocco di un ricordo...
Afferra la notte per i lunghi capelli
Afferra la notte & bevine il pianto
bambola d'oro placcato
cuore d'embrione d'amianto
Lama d'ardesia
nei tuoi caldi vestiti
fili d'argento
sulla tua lattea pelle
come la lama & il riflesso
come il coltello & vestito
che l'amano sfiorare & toccare
eccitare & cullare
Confuso
sin dalla prima imperfetta canzone
triste per quei versi
imperfetti
le note stridenti mi portarono
solo
scendendo lentamente
piangendo non so dove
Gli anni presero a passare
le foglie a ingiallire
stupefatto poi alla prima
rima precisa
confuso alla prima canzone finita
Gli anni ancora volarono
& le foglie ingiallirono
pregando di portami lontano
dalla prigione fragile della mente
Ascolta quando vago solitario
dolcemente
perso tra le note
chissà dove
Pietre
il caldo d'estate
una strada azzurra & senza fine
Saltai il muro
accarezzai le tombe
fumai & parlando
confortai i morti
ricordi di risa & malinconie
di tempi in cui immaginai
di morire
A sera poi
il frinire dei grilli al fiume mi svegliò
Cimitero fresco & silenzioso
tornerò presto al tuo giaciglio
Cimitero fresco & silenzioso
vorrei restare
Uno scoppio un sabato di risa banali
camminiamo lenti su isole di vetro & sabbie così fini sopra il mare di rocce
& dolcemente tra i fuochi le volute di gioia & il vino già complici gli occhi
& di noi godiamo ancora i sorrisi & da lontano di nuovo m'inviti
I colori della tua & mia anima ora persi
bruciano aria & respirano amore
a brevi & sapide
boccate
Pallido tepore
rinnova la tua lattea vita
di sogni inesplorati
Ora & sempre
nel viver di ricordi
o nel vivere in un'ombra
La notte è
notte di maggio
la brezza
è brezza del sud
Calde mani
rinnovano dolci giochi
temono il latteo
venire
del giorno